Compagnia teatrale Anemofilia

"Anemofilia" è l'impollinazione naturale tramite il vento: come il polline fa nascere nuova vita, così il nostro teatro prova a far nascere un nuovo punto di vista e una nuova riflessione su temi quali integrazione, intercultura, consapevolezza femminile.

“Quante calligrafie nel palmo di una mano, percorsi, discorsi, memorie sbiadite. Siamo fatti di vento e sale, siamo viaggio e ricerca, il nostro partire è un partorire, il taglio del cordone non smette mai di sanguinare. Ci diciamo ogni giorno di non voler restare, ci raccontiamo ogni giorno la favola del ritornare”

Corto teatrale: Cristoforo. Il peso della leggerezza
Regia di Fabio Barbati,

con Alessandro Feroleto, Valentina Conti, Silvia Pietrovanni, (ANEMOFILIA)

La compagnia teatrale Anemofilia torna sul palcoscenico con una nuova proposta: Cristoforo. Il peso della leggerezza. Il corto è stato presentato in anteprima all’interno della manifestazione Contaminazioni Creative 2.0, ideata e organizzata dell’associazione di promozione sociale INsensINverso, in via Vaiano 7, a Roma, lo scorso 13 novembre.

Le officine culturali INsensINverso, nate (e note) soprattutto intorno ai corsi di italiano per stranieri nel quartiere romano della Magliana sono particolarmente vicine alle tematiche dell’integrazione e della multiculturalità. Contaminazioni Creative 2.0 è un evento che affida principalmente al teatro e alla musica una densa riflessione sulla diversità e sulla ricchezza “della condivisione dei saperi e della conoscenza”.

Anemofilia, allora, non poteva non trovare uno spazio più accogliente per la presentazione in versione ridotta del suo Cristoforo. Perché il teatro di Anemofila, che si autodefinisce di denuncia sociale, attraverso la drammaturgia e la drammatizzazione, nel significato puramente etimologico dei termini, vuole istillare nuove idee. Ispirandosi poeticamente all’impollinazione anemofila ad opera del vento, propone un ambizioso cambiamento di prospettiva: aspira a far germogliare nuovi punti di vista su “integrazione, intercultura, consapevolezza femminile”. Il vento senza direzioni semina polline. Il teatro, superando la dimensione della rappresentazione prettamente scenica, può farsi veicolo di idee. Il teatro parla e può dar voce a personaggi inconsueti, il più delle volte muti e invisibili. Il teatro di Anemofilia diffonde pezzi di realtà che aspettano di essere raccolti, elaborati, portati a maturazione, per rimanere nella metafora. Il teatro di Anemofilia è temerario, ottimista, caparbio, sferzante.

Che poi Anemofilia sia una compagnia teatrale che fa soprattutto del buon teatro sono i riconoscimenti a dirlo. Bada-mi, spettacolo in atto unico che indaga sulle condizioni precarie e di negazione delle badanti, scritto, da Silvia Pietrovanni (di Anemofilia n.d.r.), è vincitore del premio Borrello 2010 per la nuova drammaturgia ed è finalista del concorso 2010 Corti teatrali del Teatro Lo Spazio di Roma

Cristoforo. Il peso della leggerezza nasce anch’esso dalla sensibilità e dall’esperienza di Silvia Pietrovanni e non fa assolutamente rimpiangere le maschere talentuose delle donne di Bada-mi. L’inedita rappresentazione è liberamente ispirata a storie vere di immigrati irregolari. Il protagonista è Cristoforo, interpretato con una discreta espressività da Alessandro Feroleto, un ballerino migrante, senza regolare permesso di soggiorno. Per farla breve, un clandestino. Nel corso dell’opera Cristoforo racconta di sé che speranzoso lascia la sua terra alla ricerca di un riscatto, narra di sé raccoglitore di pomodori, si presenta poi nelle vesti di badante irregolare alla ricerca di una qualche forma di regolarizzazione. Cristoforo, il traghettatore di se stesso secondo una laica allegoria delle vicende del santo predecessore, porta sulle proprie spalle il peso della diversità e delle difficoltà dell’integrazione, ma, tuttavia, racconta la sua storia di costanza, di perseveranza, di lealtà al suo sogno, saltellando disinvolto e leggero da un cubo ad un altro del palco, pezzi unici di una scenografia minima.

È, quindi, già dal titolo e dal nome fortemente evocativo del protagonista che viene rivelato il nodo tematico dell’opera, giocata tutta sulla contrapposizione tra il peso della condizione di irregolare di Cristoforo e la scelta di sopravvivere secondo leggerezza.

In teatro, quale mezzo espressivo più efficace della danza per rendere la levità e la leggerezza? Allora, che Cristoforo, ballerino clandestino, balli davvero! Sul palco, tra gli attori, tra il pubblico.

E Cristoforo/Alessandro è bravo nel volteggiare, anche se talvolta rischia di rimanere sospeso a metà strada tra il primo ballerino d’opera e la macchietta dolceamara alla Chaplin. Ma, tutto sommato ciò pesa poco sul successo del suo personaggio che può contare su buone battute, adeguate ad un carattere maschile, protagonista d’eccezione nell’universo femminile di Anemofilia. (Il già citato Bada-mi, infatti, si inscrive con Figlia D’anima e Amargi in una trilogia incentrata sul tema della donna e della maternità in cui le parti femminili sono assolutamente predominanti).

Altrettanto persuasive e intense le performance del resto del cast (Valentina Conti e Silvia Pietrovanni), dirette ad arte da Fabio Barbati (qui si autodirige nella parte del nonno assistito), che si rivela abile anche a coordinare il teatro di marionette col teatro danza, il teatro civile con quello di narrazione. La suggestività della rappresentazione è dovuta, poi, alla scelta accurata delle musiche, ai movimenti efficaci delle luci, ai costumi semplici, ma essenziali.

Insomma, in Cristoforo, complice la scena spoglia, la danza leggera e i dialoghi del teatro di denuncia lasciano sommessamente rotolare lungo il pavimento delle officine INsensINverso interrogativi urgenti. Dall’inizio alla fine. Anemofilia, dunque, pur trattando tematiche forti che presumibilmente richiederebbero di essere urlate, le porta in cena con sobrietà e semplicità. Con incisività, decisione e delicatezza. Il pubblico silenzioso rimane a guardare, empaticamente coinvolto in un unico afflato fino alla conclusione.

E, quando cala il sipario, dopo un applauso lungo e caldo, mi guardo intorno e vedo sguardi partecipati. Che quegli interrogativi abbiano vagato in questa mezz’ora di spettacolo, trovando, forse, da qualche parte un’accoglienza ospitale?

Ottime prove generali, dunque. La prima integrale nella prossima primavera romana..

Link:

http://www.anemofilia.tk/

http://www.insensinverso.org/index.html

3 mesi fa